Il motivo principale di tante persone per il mancato interesse verso la fede
cristiana, sono le "spiegazioni" di alcuni predicatori cristiani, sentite o lette nel
passato. Frasi come "devi aver fede in Dio, altrimenti sei perduto" o qualcosa di simile.
Una tale dichiarazione é poco comprensibile per un non credente. Questi si chiederá "Chi è
Dio? Che cos'è la fede? E perché dovrei essere perduto? - Sciocchezze! e si allontana.
Come si può facilmente immaginare, in questo modo é come voler imbrigliare un cavallo a contario.
E questo non va mai a buon fine. Sia nel vero con un cavallo né tanto meno nel senso figurativo
dell'argomentatione. Se devo credere, devo prima di tutto saperne il perché. E dopo che conosco gli
argomenti, posso valutare se ritenerlo giusto e corretto o meno. E solo allora posso realmente
prendere una decisione a favore o contro. Per questo si intraprende ora questo tentativo di chiarire
i motivi per cui una persona dovrebbe accettare la fede biblica-cristiana - e non altro che questa -
e successivamente alcune brevi istruzioni su come questo può avvenire.
La vera fede cristiana ha le sue origini e il suo fondamento nella Bibbia. Questo è
più o meno equivalente all'origine e alla base della società umana (comunità popolare) nella
famiglia. Il recente tentativo di fondare una società su una "famiglia" omosessuale è
destinato a fallire per la mancanza di fertilità, come anche i tentativi delle molte religioni, di
poter redimere le persone senza la Bibbia. Entrambe le vie sono "inutili percorsi". Non
possono dare frutti.
La Bibbia fa dichiarazioni basilari circa l'origine e il futuro dell'uomo. Circa l'origine gli
evoluzionisti (tra loro sono diversi gli scienziati che rigettano un Dio) litigano già a
sufficienza con i creazionisti (tra questi ci sono cristiani che credono in Dio come il Creatore di
tutte le cose), quindi noi ci occuperemo brevemente delle dichiarazioni delle Scritture sul futuro
dell'uomo.
Secondo la Bibbia, l'uomo ha una speranza di vita completamente diversa da quanto genericamente
noto: Dio ha creato l'uomo per una vita eterna. E questo non vale solo per i credenti! Tutte le
persone - quindi anche gli increduli, i criminali, pluriassassini, bestemmiatori e idolatri - hanno
una vita eterna! Il fatto che tutti dobbiamo morire significa solo la fine della nostra vita fisica
terrena, ma lo spirito dell'uomo continua a vivere, e nella risurrezione alla fine del mondo
tornerá in un nuovo corpo vivente.
Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo.
1Cor 15,46 Ma lo spirituale non è prima, bensì prima è il
naturale, poi lo spirituale. 15,47 Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il
secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo. 15,48 Qual è il terrestre tali sono anche i
terrestri; e qual è il celeste, tali saranno anche i celesti. 15,49 E come abbiamo portato
l'immagine del terrestre, porteremo anche l'immagine del celeste. 1Cor 15,46-49;
Ora, a volte si sente l'argomento: "Nessuno mai è tornato indietro." Ma
su questo la Bibbia ne nomina tanti di testimoni. Gesù Cristo dopo la sua risurrezione dai morti
apparve prima ai discepoli, e poi a più di cinquecento persone (1Cor
15,5-8). La realtà della risurrezione è quindi veritiera come la persecuzione dei cristiani da
parte dell'imperatore romano Nerone o come la persecuzione di Lutero da parte della chiesa
cattolica. E come ci conferma sopra l'apostolo Paolo in 1Cor 15,49: "E come abbiamo portato
l'immagine del terrestre, porteremo anche l'immagine del celeste", noi esseri umani passeremo
esattamente per lo stesso percorso che anche Gesù Cristo è andato: anche noi moriremo, ma poi
risorgeremo, rivestiti con un nuovo corpo, per continuare ad esistere per l'eternità.
E qui veniamo al punto cruciale del ragionamento: tutti gli uomini infatti avranno un'esistenza
eterna, ma non tutti trascorreranno questa esistenza insieme a Dio. Infatti, dopo la risurrezione di
tutte le persone, alla fine del mondo, vi è il Giudizio di Dio, in cui le persone saranno giudicate
secondo le loro opere. E qui avviene ora la separazione dei buoni dai cattivi. I giusti e credenti
andranno in comunione eterna con Dio nella luce - nella "vita eterna" come la chiama la
Bibbia - ma i peccatori saranno banditi nella eterna separazione da Dio, nelle tenebre, da cui mai
piú sarà possibilie la salvezza. Proprio come le tenebre sono scacciate dalla luce, è inevitabile
che il peccatore sia bandito dalla santa presenza di Dio.
Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna.
1Gio 1,5 Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che
vi annunziamo: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna. 1,6 Se diciamo di avere comunione
con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; 1Gio 1, 5- 6;
Come abbiamo visto sopra, solo i giusti e credenti, vivranno in eternità nella luce
insieme a Dio, i peccatori finiscono nelle tenebre, lontano da Dio. Dio è luce - non solo
simbolicamente, ma in realtà, "Dio abita una luce inaccessibile che nessun uomo ha mai visto
né può vedere" (1Tim 6,16).
D'altra parte, la Bibbia ci dice che tutti gli uomini sono peccatori e come tali sono già in vita
nel buio spirituale e quindi non hanno comunione con Dio. La ragione per questa distanza da Dio
della gente comune è quindi la loro peccaminosità. Ma che cosa è fondamentalmente il peccato e
perché separa da Dio?
Qui ora non vogliamo elencare i singoli peccati ma soffermarci brevemente sul principio del peccato.
Dio ha dato agli uomini 10 comandamenti (Es
20,1-17), in modo che possano vivere insieme in pace su questo pianeta per svilupparsi e
prosperare. Qualsiasi violazione di questi comandamenti è quindi un disprezzo verso Dio ed è un
peccato dinnanzi alla giustizia assoluta di Dio. E c'è ora chi pensa che in fin dei conti, non ha
mai ucciso nessuno, mai rubato qualcosa o mai fatto falsa testimonianza. Ma per tutti gli altri
comandamenti, come ad esempio, non avere altri dèi davanti a me, non desiderare... ecc., si
soprassiede per ragioni di convenienza.
La Scrittura dice però che ogni peccato, anche il piú piccolo, a motivo della assoluta giustizia
di Dio, comporta la pena di morte: "Perché il salario del peccato è la morte" (Rom
6,23). E qui non è menzionata la morte fisica (la "prima morte", come la chiama la
Scrittura), bensì la cosiddetta "seconda morte", cioè, durante il Giudizio Universale,
la condanna alla dannazione eterna, lontano da Dio. Ciò conferma anche la nostra esperienza che in
realtà, in queste condizioni non c'è uomo che sia senza peccato, e quindi tutti gli uomini sono
peccatori davanti a Dio e sono separati da lui. Questo però non è accettabile a motivo dell'amore
di Dio, perché l'amore di Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati.
Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità.
1Tim 2,3 Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio,
nostro Salvatore, 2,4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla
conoscenza della verità. 2,5 Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e
gli uomini: Cristo Gesù uomo, 2,6 il quale ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti,
secondo la testimonianza resa nei tempi stabiliti. 1Tim 2, 3- 6;
E qui vediamo un po' il "dilemma" di Dio: la sua giustizia assoluta richiede la morte del peccatore, il suo amore, tuttavia, vuole che tutti gli uomini siano salvati. In una situazione molto simile era il principe Shamil di cui l'economista Roscher dal Caucaso ha raccontato la seguente storia:
"Al fine di mantenere l'unità e la disciplina nella sua tribù, il
principe aveva emesso ordini severi che nessuno poteva mettere le mani sul bottino, che apparteneva
alla tribù nel suo complesso. Chiunque viola quest'ordine è punito con 100 bastonate.
La prima violazione di questa legge avviene - proprio per mano dell'anziana madre del principe. Cosa
succederà adesso? Se la sanzione non viene applicata, la giustizia del principe è contestata e la
serietà dei suoi comandi è sminuita per tutti i tempi.
Roscher racconta che il principe si era rinchiuso nella sua tenda per un giorno. Poi emerse con la
direttiva: la pena è da applicare.
Come però il primo colpo fu battuto sul dorso della madre, si strappò il mantello, si gettò
davanti a sua madre e gridò ai soldati: continuate a battere e non un colpo di meno!
Aveva trovato la soluzione! La madre fu salvata e allo stesso tempo dimostrava la schiena lacerata e
sanguinante del principe, quanto severamente erano da applicare i suoi ordini e come si doveva
attenere la legge e la giustizia nella tribù (tratto da Werner de Boor: La Lettera ai Romani, WStB,
R. Brockhaus Verlag)."
E tantomeno Dio poteva desistere dalla sua giustizia: il peccato deve rimanere peccato ed essere punito con la morte. Ma Dio al tempo dell'Antico Testamento ha permesso agli Ebrei di espiare i loro peccati, sacrificando un animale e l'animale moriva così al loro posto per i loro peccati. Ma per espiare i peccati di tutti gli uomini, probabilmente non ci sono abbastanza animali in questo mondo. Quindi bisognava trovare un sacrificio che avesse validitá davanti alla giustizia di Dio, per espiare i peccati di ogni persona, vissuta sia in passato che in futuro. E per questo Dio ha mandato il suo Figlio nel mondo, per apportare alla croce il sacrificio propiziatorio per i peccati di ogni individuo.
Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Giov 14,6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 14,7 Se mi aveste conosciuto, avreste conosciuto
anche mio Padre; fin da ora lo conoscete e l'avete visto». Giov 14, 6- 7;
Il Figlio di Dio, nostro Signore Gesù Cristo con la sua morte ci ha quindi riscattati dal nostro debito e, da questo momento ogni persona ha la possibilità di ricevere il perdono tramite l'accettazione personale di questo sacrificio espiatorio per tutti i suoi peccati - qualsiasi essi siano! - e di essere in comunione con Dio. Ma il presupposto per tutto ciò, è prima di tutto, la fede nella grazia di Dio nel suo figlio e poi, tramite la preghiera da parte del peccatore, la reale accettazione personale di questa offerta di Dio. Con ciò egli riceve giá in vita e anche dopo la morte e risurrezione comunione con Dio per l'eternità. Chi non lo fa, persiste a rimanere nelle tenebre e sarà condannato nel Giudizio Universale.
Io sono venuto come luce per il mondo, affinché chiunque crede in me non resti nelle tenebre.
Giov 12,46 Io sono venuto come luce per il mondo, affinché
chiunque crede in me non resti nelle tenebre. 12,47 E se uno ode le mie parole e non crede, io
non lo giudico; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. 12,48 Chi
mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunziata sarà
quella che lo giudicherà nell'ultimo giorno. Giov 12,46-48;
Come si può vedere, non si tratta di ottenere una vita eterna. Questa giá la possiede ogni persona. Ma si tratta di decidere dove passeremo la vita eterna dopo la morte e risurrezione, nella luce con Dio o nelle tenebre della dannazione eterna. Basti guardare i noncredenti ed empi intorno a noi: vivono a passatempo e non hanno idea di cosa li aspetta. Alla risurrezione si accorgeranno con gioia che non sono più morti e che vivranno per sempre. Dopo però il loro Dio li condannerà nel Giudizio perché hanno trascorso tutta la vita non curandosi di lui, e anzi lo hanno negato. Ed egli li farà gettare nel fuoco eterno, nelle tenebre piú remote. Lá ci sarà pianto e digrignar di denti per la rabbia, perché hanno fallito nella loro vita ciò che ora non possono più rimediare.
Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Mat 25,41 Allora egli dirà ancora a coloro che saranno a sinistra:
"Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i
suoi angeli." Mat 25,41;
E gettate questo servo inutile nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti
Mat 25,29 Poiché a chiunque ha, sarà dato e sovrabbonderà, ma a chi
non ha gli sarà tolto anche quello che ha. 25,30 E gettate questo servo inutile nelle tenebre di
fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti"». Mat 25,29-30;
Un requisito di base per la conversione è la consapevolezza che Dio non ci
costringe a nulla. Abbiamo piena libertà di accettare o rifiutare questa offerta di Dio. Da qui
possiamo anche dedurre che non possiamo mai raggiungere la salvezza con le nostre forze o impegni,
di qualsiasi natura siano. Non con le buone azioni, né con donazioni di molto denaro, né con
pellegrinaggi, o con penitenza, con la mortificazione, neanche leggendo le messe, ecc. ecc. Mai
potremmo noi pagare questo prezzo che ha pagato il Figlio di Dio sulla croce per noi. E' un dono e
una grazia di Dio. Dio ci offre la salvezza. Ma non ci costringe ad accettarla.
Ora, per diventare in realtà un cristiano, devo fare i seguenti tre semplici passi:
1. Devo ammettere che agli occhi di Dio, io sono un peccatore
impotente.
Questa affermazione inequivocabile è fatta in Romani 3,22-23: "perché non c'è distinzione;
poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio." Tutti gli uomini sono
indiscriminatamente peccatori. Cioè, anche se tra gli uomini possono esserci differenze di
quantitá di peccato, ma non vi è alcuna differenza nel fatto che tutti hanno peccato. Questa
affermazione include anche me. In pensieri, con parole e in azioni, ho sempre ignorato i
comandamenti di Dio e sono rimasto indietro, senza raggiungere quello che avrei dovuto essere. Di
conseguenza, sono stato rigettato dalla sua presenza, come spiega Isa 59,2: "Ma le vostre
iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro Dio, e i vostri peccati hanno fatto
nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto." Da questo stato, non ne posso uscire
da solo. Neanche con le mie migliori opere possono guadagnarmi il favore divino. Sono un peccatore
impotente e senza speranza. Ho bisogno di un Salvatore, che mi riporta a Dio.
2. devo credere che Gesù Cristo, che è morto sulla croce per me, è
appunto questo Salvatore di cui ho bisogno.
Il Figlio di Dio mi ha amato e ha dato se stesso sulla croce per me (Gal
2,20). Ha portato i miei peccati sul suo corpo (1Pt
2,24). Si è fatto peccato per me (2Cor
5,21). E più di questo: egli ha subìto volontariamente la punizione che meritavo io per i miei
peccati. Egli è stato trafitto per i miei peccati e battuto per la mia iniquità. Nel miglior modo
lo esprime 1Pietro 3,18, "perché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto
per gl'ingiusti, per condurci a Dio."
3. Devo venire a Gesù e rivendicare la mia parte personale di ciò
che egli ha fatto per tutti.
Egli è morto per essere il Salvatore del mondo, io devo chiedergli di essere il mio Salvatore. Egli
portò i peccati di tutti, io devo chiedergli di togliere i miei peccati. Egli ha sofferto per
riportare tutti a Dio, io devo chiedergli di riportare me stesso. Esattamente quello che devo fare
è spiegato da Gesù in Apocalisse 3,20: "Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la
mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui." La casa è una figura della mia vita. Gesù è
fuori, davanti alla porta. Egli non forza con la spalla contro di essa. Egli non utilizza un ferro
da forzatura. Aspetta con pazienza finché io apro la porta. Così egli entrerà e con ciò sarà il
mio Salvatore, di cui ho bisogno e come ho testimoniato. Mi ritroverò in pace con Dio. Il muro tra
Dio e me sarà crollato e io potrò godere della comunione con Dio, per cui sono stato creato.
Prima di quest’ultimo passo farò però bene a convincermi anche delle sue
conseguenze. Il Signore Gesù ha sempre messo in guardia la gente dal seguirlo, quando questi erano
in pericolo di essere guidati sotto il suo governo da irresponsabili emozioni. Li ha esortati a non
avviare la costruzione prima di averne calcolato i costi. Dobbiamo anche noi, prima di compiere
questo passo, considerare ciò che esso comporta. Si tratta di una ricca ricompensa in Gesù, ma
c'è anche un prezzo da pagare. Che cosa pretende Gesù da me, se io accetto lui?
Devo chiudere al peccato. "Ravvedetevi e credete al Vangelo",
Egli ha detto (Mar 1,15). La fede che
Gesù richiede, deve essere accompagnata dal rimorso che rifiuta il peccato. Pentimento non vuol
dire solo che mi dispiace per il mio passato. Questa preoccupazione non è sufficiente. Devo
pentirmi. Ciò significa che devo girare le spalle a tutto quello che ho riconosciuto di essere
sbagliato nella mia vita, e devo essere disposto per volontà di Gesù, a rigettarlo per sempre
dalla mia vita. Non sarò capace di farlo da solo, con la mia forza, ma devo essere propenso che
egli lo faccia per me.
Devo arrendermi a Gesù. Egli vuole essere non solo il mio Salvatore ma anche il mio Signore. Egli
vuole prendere possesso e regnare nella mia casa - nella mia vita. Perciò oggi prendo la decisione
di porre il futuro nelle sue mani e di fare del mio meglio per studiare e seguire la sua volontà,
nelle cose piccole e nelle grandi. Non vorrò mai dimenticare ciò che disse in riguardo
all'abnegazione e al discepolato (Mar 8,34).
Devo confessare Gesù davanti agli uomini. Mi rendo conto che non posso essere un discepolo segreto.
Io confesserò il mio Signore, ed egli mi confesserà davanti al Padre (Mat
10,32). Sono consapevole che perderò probabilmente alcuni amici e parenti, e che mi potrà
magari portare ad essere deriso. Ma io non mi vergognerò del mio Salvatore, così lui non si
vergognerà di me, quando egli verrà (Luca
9,26).
Da cristiano credente si dovrebbe poi ogni giorno parlare con il proprio Dio. Non attraverso uno sbriciolare di testi memorizzati, ma in una conversazione reale, dove comunichiamo al nostro Dio nello spirito le nostre preoccupazioni quotidiane, ma anche le nostre esperienze gioiose. In seguito ringraziamo per l'aiuto ricevuto e preghiamo per le questioni importanti. Questa conversazione con Dio non la dobbiamo però avere in una chiesa o in pubblico, bensì in una stanza silenziosa di casa nostra, dove possiamo essere soli e tranquilli.
Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto.
Mat 6,5 E quando tu preghi, non essere come gli ipocriti, perché
essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze, per essere visti
dagli uomini; in verità vi dico, che essi hanno già ricevuto il loro premio. 6,6 Ma tu,
quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto; e il
Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente. 6,7 Ora, nel pregare, non usate
inutili ripetizioni come fanno i pagani, perché essi pensano di essere esauditi per il gran numero
delle loro parole. Mat 6, 5- 7;
Come il nostro Signore qui ci dice, Dio non si trova nelle chiese (sinagoghe) e in pubblico, e chi prega in quei luoghi, lo fa per esser visto e sentito dal popolo. Non dobbiamo cercare Dio in alcuna chiesa, perché se siamo credenti, Dio è già presente in noi con il suo Spirito nel nostro spirito.
Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità.
Giov 4,23 Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori
adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede.
4,24 Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». Giov
4,23-24;
E come prima preghiera dopo la nostra conversione, dovremmo forse dire al nostro
Signore, il seguente:
"Signore Gesù Cristo, io umilmente confesso che ho peccato in
pensieri, parole e azioni. Sono consapevole dei miei peccati. I miei peccati mi hanno separato dalla
tua santa presenza. Cosi come sono non posso farti piacere.
Sono fermamente convinto che sei morto sulla croce per i miei peccati, che li hai portati con il tuo
proprio corpo e hai sofferto la punizione che io merito. Ho fatto conto in pensiero del costo del
discepolato.
Mi dispiace seriamente per i peccati del passato e mi allontano da essi. Io sono disposto ad
arrendermi a te come mio Signore e mio Dio. Aiutami fa che io non mi vergogni di te.
Così vengo ora a te. Credo che tu aspetti da molto tempo davanti alla mia porta e hai bussato. Ora
io ti apro la porta. Entra Signore Gesù, sii il mio Salvatore e mio Signore, ora e sempre. Amen."
Infine, ancora due avvisi: Dopo la nostra conversione non dobbiamo aspettarci sfoghi emotivi. La nostra fede non dipende dal nostro attuale stato d'animo. L'unica cosa che possiamo aspettarci è una calma interiore e la pace attraverso lo Spirito Santo. E poi naturalmente dovremmo, oltre alla nostra preghiera quotidiana, anche leggere la Bibbia ogni giorno, perché l'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Matteo 4,4). E la parola di Dio, il cibo spirituale si trova solo nella Bibbia.
L'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio.
Mat 4,4 Ma egli, rispondendo, disse: «Sta scritto: "L'uomo non
vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio"». Mat 4, 4;
(Vedi anche capitolo 13: "Il Giudizio
Universale")
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