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Giuseppe De Candia - un fratello nel Signore e assiduo visitatore di Immanuel.at - ha tradotto questi documenti in italiano. La sua motivazione, è di rendere accessibile ai suoi connazionali le nuove e importanti scoperte su questo sito. Lo ha fatto in modo disinteressato, e per me, operatore del sito web, completamente gratuito. Per questo gli sono molto grato, e invoco per lui la benedizione del Signore. |
Il futuro della nostra esistenza.
La risurrezione - una nuova nascita.
Il corpo spirituale - immortale, invisibile.
Anche gli empi risusciteranno incorruttibili.
Nei tempi odierni, anche fra i cristiani, la conoscenza sul futuro della nostra
esistenza, il nostro essere e quindi il futuro del nostro corpo, è spesso offuscata e intervallata
da ipotesi non bibliche.
Alcuni riferiscono la "vita eterna" ai loro corpi terrestri e pensano che continueranno a
esistere con il loro corpo attuale a tempo indeterminato dopo la risurrezione. Altri sono del parere
di vivere un'esistenza incorporea, in modo "etereo" dopo la risurrezione.
Ma almeno questi due pensieri, hanno il merito di averne un'idea, forse anche propensa a una
correzione, a differenza di molti altri che a questo sforzo mentale non si sottopongono.
La mancanza di una spinta interiore, il piacevole stato di soddisfazione con ciò che si è già
acquisito da "Parola e Sacramento", l'intero carattere "conservativo" - anche
evangelico - del cristianesimo non deriva solo dalla mancanza di familiarità con l'escatologia
biblica, ben si dai gravi errori nella vita spirituale del cristiano, che non consente di accettare
la visione biblica del futuro.
Se proviamo tuttavia a esaminare la questione e a chiarirla sulla base della
Scrittura, ci rendiamo conto che non dobbiamo impegnarci in congetture e ipotesi, ma che abbiamo
prove concrete e dichiarazioni che resistono appieno ad un esame logico e analitico.
La redenzione del nostro corpo per la libertà dei figli di Dio.
Rom 8,20 perché la creazione è stata sottoposta alla vanità
non di sua propria volontà, ma per colui che ve l’ha sottoposta, 8,21 nella speranza che la
creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitù della corruzione per entrare nella libertà
della gloria dei figli di Dio. 8,22 Infatti noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme
insieme ed è in travaglio.
8,23 E non solo esso, ma anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito noi stessi, dico,
soffriamo in noi stessi, aspettando intensamente l’adozione, la redenzione del nostro corpo.
8,24 Perché noi siamo stati salvati in speranza; or la speranza che si vede non è speranza,
poiché ciò che uno vede come può sperarlo ancora? Rom 8,20-24;
Quando Paolo, in Romani 8,23, parla della "redenzione del nostro corpo",
non intende quindi una salvezza "dal nostro corpo". Questa sarebbe la deduzione del
pensiero greco, cosi profondamente radicata nel nostro cristianesimo europeo, e tanto frequente
ancora oggi .
Come notiamo qui sotto, in 2Cor 5,2, Paolo non presenta una "esistenza incorporata" dopo
la risurrezione, bensì desidera la nuova "abitazione", il nuovo corpo, che è "dal
cielo".
Noi saremo rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita.
2Cor 5,1 Sappiamo infatti che se questa tenda, che è la nostra
abitazione terrena, viene disfatta, noi abbiamo da parte di Dio un edificio, un’abitazione non
fatta da mano d’uomo eterna nei cieli. 5,2 Poiché in questa tenda noi gemiamo, desiderando di
essere rivestiti della nostra abitazione celeste 5,3 se pure saremo trovati vestiti e non nudi.
5,4 Noi infatti che siamo in questa tenda gemiamo, essendo aggravati, e perciò non desideriamo già
di essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita.
2Cor 5, 1- 4;
E Paolo approfondisce il suo confronto. Egli paragona il nostro corpo con un
edificio. Il nostro corpo mortale è la nostra casa terrena, la tenda, che è rimossa alla nostra
morte. E coloro i quali hanno la speranza della vita eterna, gemono in questa tenda e desiderano
l'abitazione che viene dal cielo, cioè il corpo celeste.
E poi Paolo ci dimostra che anche allora i cristiani nutrivano la speranza di ricevere il corpo
celeste, non dopo la morte e il Risveglio dai morti, ma - nel rapimento degli eletti viventi - in
modo da "essere rivestiti",affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita.
Cosi come nella morte, noi saremo simili a lui anche nella risurrezione.
Rom 6,4 Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo
nella morte affinché, come Cristo è risvegliato dai morti per la gloria del Padre, così
anche noi similmente camminiamo in novità di vita. 6,5 Poiché, se siamo stati uniti a
Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione. Rom 6, 4-
5;
E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, porteremo anche l’immagine del celeste.
1Cor 15,40 Vi sono anche dei corpi celesti, e dei corpi terrestri, ma
altra è la gloria dei celesti, altra quella dei terrestri. 15,41 Altro è lo splendore del sole,
altro lo splendore della luna ed altro lo splendore delle stelle, perché una stella differisce da
un’altra stella in splendore.
15,42 Così sarà pure la risurrezione dei morti; il corpo è seminato corruttibile e risvegliato
incorruttibile. 15,43 E’ seminato ignobile e risvegliato glorioso; è seminato debole e risvegliato
pieno di forza. 15,44 E’ seminato corpo naturale, e risvegliato corpo spirituale.
Vi è corpo naturale, e vi è corpo spirituale. 15,45 Così sta anche scritto: »Il primo uomo,
Adamo, divenne anima vivente« (Genesi 2,7) ma l’ultimo Adamo è Spirito che dà la vita.
15,46 Ma lo spirituale non è prima bensì prima è il naturale, poi lo spirituale. 15,47 Il primo
uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo. 15,48 Qual
è il terrestre tali sono anche i terrestri; e qual è il celeste, tali saranno anche i celesti.
15,49 E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, porteremo anche l’immagine del
celeste. 1Cor 15,40-49;
Il nostro umile corpo sarà trasformato, affinché sia reso conforme al suo corpo glorioso.
Fil 3,20 La nostra cittadinanza infatti è nei cieli, da dove
aspettiamo pure il Salvatore, il Signor Gesù Cristo, 3,21 il quale trasformerà il nostro umile
corpo, affinché sia reso conforme al suo corpo glorioso, secondo la sua potenza che lo mette in
grado di sottoporre a sé tutte le cose. Fil 3,20-21;
Ma a prescindere da quale dei due modi riceveremo la nostra "casa
celeste", la cosa è certa: la otterremo. Come ci dicono i testi di cui sopra, il nostro corpo
nella risurrezione sarà uguale a quello del Signor Gesù. E questo punto di vista di Paolo,
confermato anche da altri passi della Scrittura - ad esempio 1Gio 3,2 - è la base per le nostre
seguenti considerazioni.
In accordo con Paolo presumiamo quindi che il nostro corpo dopo la nostra risurrezione, sarà uguale
al corpo del Signore nostro Gesù Cristo dopo la sua risurrezione. Ma non solo, in coerente
perseguimento di questo principio, dobbiamo supporre anche che gli avvenimenti intorno alla nostra
risurrezione saranno simili a quegli eventi che sono stati osservati alla risurrezione del Signore.
Riguardo alla nuova nascita ci sono opinioni diverse in ambito cristiano. Ciò non
sorprende, dato che nella Scrittura abbiamo dichiarazioni apparentemente diverse su questo tema.
L'interpretazione della "nuova nascita" dal punto di vista di alcuni fratelli è in
realtà l'atto della conversione di una persona al cristianesimo. Solo quando ha
"accettato" Gesù, un credente può - da questo punto di vista - denominarsi
"rinato" o "nato di nuovo". E come vedremo in seguito, questo punto di vista non
è genericamente sbagliato.
Perché quest’opinione è chiaramente biblica e ci viene letteralmente tramandata nella prima
Lettera di Pietro.
Noi siamo rigenerati a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù.
1Pie 1,3 Benedetto sia il Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, a una viva speranza per mezzo della
risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 1,4 per un’eredità incorruttibile, incontaminata e
immarcescibile, conservata nei cieli per voi 1,5 che dalla potenza di Dio mediante la fede siete
custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi. 1Pie 1, 3- 5;
Ma sul fatto di essere "rinati" trapela spesso dai nostri fratelli e
sorelle - che ci piaccia o no ammetterlo - un tocco di supremazia elitaria. È probabilmente non a
colpa di questi stessi fratelli, ma piuttosto degli altri credenti. Anche questi infatti credono di
appartenere al Signore. D'altro lato, non hanno però nessuna "esperienza" spirituale da
vantare - come altri - per sapere effettivamente che sono "nati di nuovo", e poterlo in
qualche modo anche credibilmente affermare.
Si pone pertanto la questione, che cosa è veramente questa nuova nascita. E se la nuova nascita è
davvero un evento alla conversione, e in caso affermativo, se tale processo è associato ad alcuna
esperienza spirituale o di altro tipo.
Il testo di cui sopra da 1Pie 1,3-5 può aiutarci a rispondere a questa domanda. Pietro ci dice qui
che noi siamo nati di nuovo. Egli dice: Dio ci ha fatto nascere di nuovo. E cioè nati di nuovo a
una viva speranza. Speranza di cosa? La speranza di una eredità incorruttibile, immacolata ed
immarcescibile. Come? Mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.
La nostra nuova nascita dice Pietro è quindi una speranza. Questa speranza ha come base la
risurrezione del Signore. Perché il nostro Signore è risuscitato dai morti, anche noi abbiamo la
speranza della risurrezione. L'obiettivo di questa risurrezione e pertanto di questa speranza, è
una eredità incorruttibile, e quindi immortale, eterna; cioè la vita eterna. Questa vita eterna è
ora conservata per noi in cielo, come dice Pietro.
Proprio perché parliamo della nuova "nascita" - ma non solo - queste deduzioni ci
rammentano tanto i processi biologici della nascita fisica. Quello è il traguardo per la vita
terrena - mentre qui parliamo della vita eterna. Il tempo della "buona speranza", nel
senso biologico dura nove mesi. Poi il bambino vede la luce del mondo. La speranza dei fedeli dura
fino alla risurrezione dai morti. Poi anche loro, vedono la luce di un mondo nuovo, diverso. Cioè,
la luce e il mondo di Dio e dell'Agnello. E questi sono poi - dopo la (ri-)nascita "figli della
risurrezione", come ci dice il Signore
Sono figli di Dio e figli della risurrezione.
Luca 20,34 E Gesù, rispondendo, disse loro: »I figli di questa età
si sposano e si maritano 20,35 ma coloro che sono ritenuti degni di ottenere l’altra età e la
risurrezione dei morti, non si sposano né si maritano; 20,36 essi infatti non possono più morire, perché
sono come gli angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione. Luca 20,34-36;
Questo confronto, tuttavia, pone un piccolo difetto. Pietro sopra dice che Dio ci ha
fatto "rinascere" all'inizio di questa speranza. Più adatto sarebbe piuttosto il
concetto di "rifecondare". E se osserviamo attentamente il commento di Pietro, cresce la
convinzione che egli intende esattamente questo.
Ma guardiamo oggettivamente anche la seconda volta in questo capitolo, dove Pietro
usa il termine "nati di nuovo".
Voi siete nati di nuovo da seme incorruttibile, la Parola vivente di Dio.
1Pie 1,23 perché siete stati rigenerati non da un seme
corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e che dura in eterno.
1,24 Poiché ogni carne è come l’erba ed ogni gloria d’uomo è come il fiore dell’erba; l’erba
si secca e il fiore cade, 1,25 ma la parola del Signore rimane in eterno; (Isaia 40,6-8) e questa è
la parola che vi è stata annunziata. 1Pie 1,23-25;
Questa nuova nascita cui Pietro pensa avviene quindi da seme incorruttibile. Come
vediamo, anche qui Pietro paragona la nascita biologica, o perlomeno la riproduzione naturale,
sottolineando però che questa - a differenza della rinascita spirituale - proviene da un seme
corruttibile. Con ciò abbiamo ancora un indizio che in realtà Pietro qui intende la concezione e
la fecondazione. La fecondazione da un seme corruttibile o incorruttibile.
E ci dice anche come questo concepimento spirituale avviene: tramite la Parola vivente di Dio. E'
quindi il nostro Signore Gesù Cristo; egli è la Parola vivente di Dio (Giov 1,1; Apoc 19,13), che
ha fecondato il nostro spirito.
Se rivediamo dunque il suddetto concetto della "rinascita" nella vita del credente, cioè,
alla sua conversione, ci rendiamo conto che il senso è sostanzialmente corretto. Errato, è solo
l'appellativo. Noi non siamo - già - "nati di nuovo", ma siamo solo "ri-concepiti".
La fecondazione spirituale attraverso la Parola vivente di Dio, il ri-concepimento è avvenuto. La
nuova nascita non ancora.
Il nostro spirito, è quindi "fecondato", in "stato interessante", siamo in
"buona speranza" per una nuova nascita. E se leggiamo il testo originale greco di
1Pie 1,3 e 1,23, - così come in tutti i versi di riferimento nella Scrittura (con l'eccezione di
Matteo 19,28 e Tito 3,5) - non è scritto appunto "nati di nuovo", ma "riconcepiti".
E questo corrisponde esattamente al concetto qui presentato.
Ora, se possiamo supporre che la nostra conversione a Cristo è in realtà il (ri)concepimento,
la fecondazione con il seme incorruttibile, che attraverso la sua Parola - nelle sacre Scritture -
avviene nel nostro spirito e certamente anche nel nostro cuore, cos'è allora la rinascita?
Il Signore stesso lo fa riconoscere nella sua promessa ai discepoli:
Alla nuova nascita il Figlio dell'uomo siederà sul trono della sua gloria.
Mat 19,28 Gesù disse loro: »In verità vi dico che nella nuova
nascita, quando il Figlio dell’uomo sederà sul trono della sua gloria, anche voi che
mi avete seguito sederete su dodici troni, per giudicare le dodici tribù d’Israele. Mat 19,28;
Questo testo di Matteo 19,28 è dunque - oltre a Tito 3,5, che parla anch'esso della
rifondazione, del rinnovamento per mezzo dello Spirito - l'unico verso nel NT, che usa realmente il
termine greco "rinascita" (nell'Antico Testamento questa parola non è per niente citata).
È il Signore che qui parla della nuova nascita e dice - a differenza di 1Pie 1,3 e 1,23 -
effettivamente anche nel testo originale greco "nuova nascita". Tuttavia, una rinascita
che avviene obiettivamente in futuro. E cioè al tempo in cui il Signore seduto sul trono della sua
gloria giudicherà il mondo. Anche i discepoli sederanno sui troni a giudicare le dodici tribù di
Israele. Questo è il tempo del giudizio universale e l'evento, che precede il Giudizio Universale,
è la Risurrezione Generale. Tutti i popoli quindi devono risuscitare, per presentarsi in giudizio.
E' questo che il Signore chiama la nuova nascita.
(Vedi anche il capitolo 13: "Il Giudizio
Universale")
Nel suo colloquio con Nicodemo in Giov 3,3-8, il Signore sembrava avere difficoltà
a illustrare chiaramente questa connessione tra la risurrezione e la nuova nascita.
Voi dovete nascere di nuovo, solo allora potrete vedere il regno di Dio.
Giov 3,3 Gesù gli rispose e disse: »In verità, in verità ti dico che
se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio«. 3,4 Nicodemo gli disse: »Come
può un uomo nascere quando è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre
e nascere?«. 3,5 Gesù rispose: »In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua
e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 3,6 Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò
che è nato dallo Spirito è spirito. 3,7 Non meravigliarti se ti ho detto: »Dovete nascere
di nuovo«. 3,8 Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il suono, ma non sai da dove viene né
dove va, così è per chiunque è nato dallo Spirito«. Giov 3, 3- 8;
Nicodemo conosceva solo la nascita fisica, quella biologica, e pertanto chiese al
Signore se si dovesse tornare nel grembo della propria madre per rinascere. E il Signore gli disse
che si ha bisogno di ambedue: della nostra nascita biologica - da acqua (liquido amniotico) - e
della nostra rinascita, cioè quella tramite lo Spirito per entrare nel regno di Dio. Chi non è
nato biologicamente - d'acqua - è inesistente e, di conseguenza, non può nascere dallo Spirito.
Così dunque, la nostra conversione è la nostra fecondazione spirituale a figlio di Dio, che porta
poi alla nuova nascita e alla vita eterna nella risurrezione, alla fine del mondo.
Come sopra nel suo Vangelo, Giovanni ha usato l'espressione "nato da acqua" in riguardo
alla nascita, anche nella sua prima lettera. In questo caso, quella del Signore Gesù. Il suo
intento è di dimostrare, che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, nacque come uomo (in carne).
Ogni spirito che riconosce Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio.
1Gio 4,2 Da questo potete conoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito
che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio. 4,3 E ogni spirito che non
riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, non è da Dio; e questo è lo spirito dell’Anticristo
che, come avete udito, deve venire; e ora è già nel mondo. 1Gio 4, 2- 3;
E nel prossimo capitolo, 1Gio 5,5, questo è riaffermato con le parole
"venuto... da acqua e da sangue", che si riferiscono alla nascita e alla morte del
Signore.
Questo è quello che è venuto da acqua e da sangue, Gesù Cristo.
1Gio 5,5 Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è
il Figlio di Dio? 5,6 Questi è colui che è venuto da acqua e da sangue, cioè, Gesù Cristo;
non con acqua soltanto, ma con acqua e con sangue. E lo Spirito è colui che ne rende testimonianza,
perché lo Spirito è la verità. 5,7 Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza nel cielo:
il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono uno. 1Gio 5, 5- 7;
Anche qui, "venuto nella carne" in 1Gio 4,2, è una parafrasi per la
nascita, come "venuto da acqua" in 1Gio 5,6. E come la prossima frase in questo versetto
dimostra, in entrambi i testi, è lo Spirito che testimonia che Gesù Cristo è nato come un uomo.
Questo è il messaggio centrale di questi due capitoli, che Gesù Cristo, anche se egli è il Figlio
di Dio è comunque nato come un uomo.
Alcuni commentatori ritengono, in entrambi i casi, nel Vangelo di Giovanni, così come nella prima
lettera di Giovanni, di dover interpretare "l'acqua"- cioè il liquido amniotico, da cui
ogni bambino deve nascere, il ché dimostra la sua origine terrena - con il battesimo cristiano.
Oltre al fatto che Nicodemo non aveva alcuna idea del battesimo cristiano, e quindi non avrebbe
capito queste osservazioni, è l'affermazione del Signore in Giov 3,6: "Quel ch'è nato dalla
carne è carne" a confermare chiaramente che si parla della nascita biologica. Cosi anche in
1Gio 4,2 e 5,6, dicendo "venuto nella carne" o "venuto da acqua" si intende
senza dubbio la nascita e non il battesimo.
Infine, per dare a Nicodemo un'altra indicazione delle caratteristiche di coloro che sono davvero
rinati - da acqua e da Spirito - il Signore in Giov 3,8 indica le seguenti facoltà: "Il vento
soffia dove vuole e ne odi il suono, ma non sai da dove viene né dove va. Così è per chiunque
è nato dallo Spirito ". Dopo la risurrezione, il rinato con il suo corpo spirituale, è
quindi invisibile come il vento, si sente forse un "soffio" ma non lo si può localizzare.
Questo ci riporta alla circostanza, quando il Signore dopo la sua risurrezione, si ritrova
improvvisamente nel mezzo dei discepoli, nonostante le porte fossero chiuse. E noi, che non siamo
ancora nati di nuovo, non abbiamo modo di capire da dove viene e dove va.
E’ questo quindi il segno infallibile di chi è nato di nuovo, e probabilmente non si troverà
alcun credente cristiano che pretenda di possedere tali capacità nella sua vita terrena per
dimostrare in tal senso, di essere già nato di nuovo. Tali nati di nuovo esisteranno effettivamente
non prima del millennio, dopo la Prima Risurrezione. Le persone che allora vivranno sulla terra,
potranno quindi fare questa esperienza con i martiri risuscitati, che regneranno con il Signore come
sacerdoti di Dio e di Cristo sulla terra. Parleremo anche dei non credenti, nati di nuovo - che lo
saranno solo alla Risurrezione Generale - ma più avanti.
(Vedi anche il capitolo 10: "Il Millennio"
[non ancora disponibile in italiano. leggi in tedesco / leggi
in inglese])
Infine, riconosciamo il nesso tra la risurrezione e la nuova nascita anche
nell'Apocalisse di Giovanni, dove il Signore Gesù è chiamato "il primogenito dai morti".
Gesù Cristo, il primogenito dai morti.
Apoc 1,4 Giovanni, alle sette chiese che sono nell’Asia: grazia a voi
e pace da colui che è, che era e che ha da venire, e dai sette spiriti che sono davanti al suo
trono, 1,5 e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dai morti e il
Principe dei re della terra. A lui, che ci ha amati, ci ha lavati dai nostri peccati nel suo sangue,
1,6 e ci ha fatti re e sacerdoti per Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e il dominio nei secoli
dei secoli. Amen. Apoc 1, 4- 6;
Più sotto considereremo più da vicino, la natura di questo organismo spirituale
dei rinati, cioè dei risuscitati, che sono effettivamente nati di nuovo dello Spirito.
Con ciò troviamo quindi l'argomento mancante nel nostro confronto tra processo biologico e
spirituale della nascita. La nuova nascita è la risurrezione (nella Prima Risurrezione, o nella
Risurrezione Generale) e corrisponde alla nascita in senso biologico. In entrambi i casi, veniamo
dalle "tenebre" e vediamo la luce di un mondo nuovo.
Si potrebbe avere l'impressione che quando un uomo è stato una volta fecondato
dalla Parola di Dio, avrebbe solo bisogno di aspettare e morire, per poi, nella prima risurrezione o
alla Risurrezione Generale, vedere da figlio di Dio, il nuovo mondo spirituale.
Ma già la stessa citazione del Signore, in Luca 20,35, "ma coloro che sono ritenuti degni di
ottenere l’altra età..." dovrebbe renderci prudenti. Dicendo chiaramente che non tutti sono
"ritenuti degni".
Tuttavia,come abbiamo osservato sopra, da un’errata interpretazione della nuova nascita, tra i
fratelli, è spesso rilasciata l'impressione, che in base alla loro definizione di "nascere di
nuovo" - più correttamente, una persona spiritualmente fecondata dalla Parola di Dio, un
cristiano convertito dunque, che ha accettato la Parola di Dio - sia con ciò già salvato.
Queste persone non vogliamo privarle della speranza che hanno, così come tutti noi, che
crediamo nel Signore. Vogliamo solo invitarle ad osservare in modo realistico la loro posizione. E
questo non per invidia o pessimismo o disfattismo, come alcuni pensano, ma a causa delle chiare e
cautelative affermazioni del Signore su questo tema.
Quello che riceve il seme nella buona terra, è colui che ode la parola, la comprende e porta frutto,
Mat 13,18 Voi dunque intendete la parabola del seminatore. 13,19 Quando
qualcuno ode la parola del regno e non la comprende, il maligno viene e porta via ciò che era
stato seminato nel suo cuore. Questi è colui che ha ricevuto il seme lungo la strada.
13,20 E quello che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi, è colui che ode la parola e subito la
riceve con gioia 13,21 ma non ha radice in sé, ed è di corta durata; e quando sopraggiunge la
tribolazione o persecuzione, a causa della parola, ne è subito scandalizzato.
13,22 E quello che ha ricevuto il seme fra le spine è colui che ode la parola, ma le
sollecitudini di questo mondo e l’inganno delle ricchezze soffocano la parola; ed essa diviene
infruttuosa. 13,23 Quello invece che riceve il seme nella buona terra, è colui che ode la
parola, la comprende e porta frutto; e produce uno il cento, un altro il sessanta e un altro il
trenta per uno«. Mat 13,18-23;
Il Signore, nel testo qui sopra, in Mat 13,18-23, spiega la parabola del seminatore.
E ancora una volta si parla di semina. E' il seme di grano, che il seminatore semina nel campo.
Nella spiegazione, vediamo che questo seme - così come dice più sopra in 1Pie 1,23, del "seme
incorruttibile" -, è la parola di Dio.
Ci rendiamo conto inoltre che ognuna delle citate quattro "qualità di terra" furono
seminate con gli stessi semi. Ciò significa - e riconoscere questo, è molto importante - che a
tutti e quattro i gruppi di persone, fu predicata la Parola di Dio. Addirittura, tranne che per la
prima, il seme ha anche germogliato. Tutti hanno accolto la Parola di Dio, hanno accettato il
Signore Gesù positivamente.
Ma come va a finire? Come dura è la strada su cui è stato seminato il seme, così è anche il
cuore della prima persona. Il seme, la Parola di Dio, non trova presa per radicarsi. Per questa sua
durezza di cuore l'uomo non è, tuttavia innocente. Come dura era la strada a causa delle centinaia
di persone che ci hanno sopra camminato per renderla così, egli ha anche centinaia di volte chiuso
e indurito il suo cuore, rendendolo tale. Fino a ché non poteva neanche più accettare la Parola di
Dio.
Per il secondo, le cose sono diverse. Lui è quel tipo di persona che ci mostra nel modo più
chiaro, in quale pericolo incorriamo usando una superficialità priva di senso critico. Ha un buon
terreno, un cuore buono. Tuttavia, molto superficiale. La superficie è terra buona ma sottile,
sotto ha dura roccia. La sua conversione e la sua fede non è mai penetrata in profondità. Egli ha
mostrato un certo interesse, ma poi ben presto si rivolge a cose più divertenti.
La conseguenza è che il seme trova un terreno fertile e mette radici. A causa della poca terra, la
roccia sottostante riflette il calore che riscalda il suolo molto più velocemente rispetto alla
terra più profonda. Il seme si sviluppa molto rapidamente e germoglia con tutta la forza. La parola
è stata quindi accettata con grande entusiasmo. E 'stata una vera e propria conversione. E tutti i
fratelli gioiscono e sono orgogliosi di questa prova della potenza della Parola di Dio - così
sembra.
Ma presto, - troppo presto - è raggiunto il terreno roccioso. Il chicco di grano vuole mettere
radici, ma le rocce invisibili sotto la terra lo impediscono. All'esteriore per questa persona non
è cambiato nulla. Lui è ancora esattamente come lo era alla sua conversione. E proprio come
allora, quando pieno di entusiasmo si volse verso la Parola di Dio, si rivolge ora - ancora una
volta pieno di entusiasmo - a un altro obiettivo. Gli sembrava un po’ troppo faticoso, ciò che la
gente si aspettava da lui. I suoi amici già lo avevano deriso. E inoltre, stava diventando
lentamente monotono. Egli è più portato per la varietà.
Del terzo possiamo giustamente affermare, che era un uomo religioso. Egli ha accettato la parola, e
ha anche "terra" abbastanza fertile e profonda nel suo cuore, dove la Parola può
radicare. Tuttavia, ci sono le "spine". O è povero e non sa dove prendere i soldi per il
prossimo pasto per sé e la sua famiglia. O è ricco, e non sa come investire alla meglio il suo
denaro, in modo che non si perda a causa di qualche crisi, inflazione o svalutazione.
Entrambi sono quindi preoccupati. Anche se in modo fondamentalmente diverso, ma sono preoccupazioni
in entrambi i casi. E queste preoccupazioni nascondono loro la luce. Senza luce il chicco di grano
non riesce a crescere, neanche nel terreno più fertile. E il più credente delle persone, a lungo
termine, non riesce a restare credente, senza le cure amorevoli del suo Dio. A questa terza persona
sono le sue preoccupazioni, che gli rubano sia il tempo come anche il posto nel suo cuore per il suo
Dio. Come il chicco di grano, così soffoca anche la fede di quest'uomo e muore e non porta frutto.
Similmente alla procreazione naturale - sia essa vegetale o animale - dove non ogni fecondazione è
di successo, anche questi primi tre nella parabola della semina hanno resistito alla inseminazione
tramite lo Spirito di Dio.
Le cose cambiano per la quarta e ultima persona di questa serie. In realtà, non è una, ma sono tre
persone. Hanno tutte e tre le stesse condizioni. Terreno morbido e profondo, senza cespugli spinosi,
che nascondono la luce. La loro fede cresce, Dio li benedice e tutti e tre portano frutto. La
differenza non è nella qualità, ma solo nella quantità della loro fertilità. Il primo porta
cento, il secondo porta sessanta, e il terzo porta trenta.
La ragione di questa differenza di fertilità non ci viene detta. Ma dovremmo non chiederci perché
l’uno porta meno in confronto agli altri, bensì, perché l'uno porta più frutto degli
altri.
Tra questi tre, possono esserci sia ricchi, che poveri come in quelli "tra le spine". Non
sono le circostanze esterne che impediscono la fede, ma è l'importanza che noi attribuiamo a queste
circostanze, che le fanno sembrare spine che ricoprono tutto. Oppure problemi che abbiamo da
risolvere ogni giorno, ma che non sono a rischio di vita.
Paolo in 1Cor 7,29-31, ci invita a comportarci come se non avessimo bisogno di questo mondo.
E quelli che usano di questo mondo, come se non ne usassero.
1Cor 7,29 Ma questo vi dico, fratelli, che il tempo è ormai
abbreviato; così d’ora in avanti anche quelli che hanno moglie, siano come se non l’avessero;
7,30 e quelli che piangono, come se non piangessero; e quelli che si rallegrano, come se non
si rallegrassero; e quelli che comprano, come se non possedessero; 7,31 e quelli che usano
di questo mondo, come se non ne usassero, perché la forma attuale di questo mondo passa. 1Cor
7,29-31;
Ma ritornando al confronto di cui sopra, con la nascita biologica: Noi siamo
"in buona speranza". Il tempo fino alla nascita però non è assolutamente senza rischi.
Tutto ciò che può incidere negativamente lo sviluppo del bambino o addirittura impedirlo nel tempo
tra la fecondazione biologica e la nascita umana, può così anche - in senso figurato - ostacolare
lo sviluppo del cristiano. Una allegoria descrittiva di questi pericoli, la troviamo nel libro
"Pilgrim's Progress" (Il pellegrinaggio) di John Bunyan.
Ma ora non siamo più lasciati soli. Non dobbiamo combattere la battaglia da soli e affrontare da
soli i pericoli. Abbiamo il nuovo spirito in noi, che ci aiuta. Egli ci aiuta però, solo se lo
lasciamo "sviluppare" in noi. Egli vuole svilupparsi e ridarci forma. Vuole cambiare il
nostro essere e impiantare in noi l'amore di Dio.
Se poniamo resistenza a questo cambiamento, lo spirito in noi sarà rattristato e impedito. E
proprio come purtroppo avviene con la nascita biologica, che ci sono spesso bambini con handicap, ci
saranno anche alla rinascita spirituale, alla risurrezione, nati di nuovo che non hanno raggiunto
appieno la gloria a loro destinata.
(Vedi anche discorso 85: "La vera e la falsa
Nuova Nascita" [non ancora disponibile in italiano. leggi in
tedesco / leggi in inglese])
In 1Cor 15,51-55, Paolo parla del rapimento alla venuta del Signore (cfr. anche 1Tes
4,15-17) e la trasformazione del corpo dei morti e dei vivi:
Non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento.
1Cor 15,51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti
saremo mutati in un momento, 15,52 in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la
tromba infatti suonerà, i morti risveglieranno incorruttibili e noi saremo mutati,
15,53 poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità e questo mortale rivesta
l’immortalità.
15,54 Così quando questo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà
rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: »La morte è stata
inghiottita nella vittoria«. 15,55 O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua
vittoria? 1Cor 15,51-55;
Quando Paolo qui dice: "i morti risveglieranno incorruttibili e noi saremo
mutati poiché bisogna che (...) questo mortale rivesta l’immortalità", vediamo che il testo
comprende in realtà tre chiare affermazioni:
1. il ben noto fatto che il corpo biologico è mortale, dunque transitorio;
2. se da una parte, il corpo biologico dopo la sua morte si decompone e ha quindi
cessato di esistere, dall'altra però, il morto "corrispondente" verrà risvegliato, in
qualche modo - tra la morte ed il suo risveglio - deve pur essere esistito;
3. al loro risveglio i morti ricevono il loro nuovo corpo - questa volta
immortale, incorruttibile - un corpo spirituale.
Anche qui sotto la lettera ai Galati 6,7-8 afferma che dallo spirito riceveremo la
vita eterna, che quindi il nuovo corpo della risurrezione sarà spirituale e immortale. Come vedremo
in seguito, questo non significa che il corpo prodotto dallo spirito, cioè il corpo spirituale
sarà "nebuloso".
Chi semina per lo Spirito raccoglierà vita eterna.
Gal 6,7 Non v’ingannate, Dio non si può beffare, perché ciò che l’uomo
semina quello pure raccoglierà. 6,8 Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne
raccoglierà corruzione, ma chi semina per lo Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna.
Gal 6, 7- 8;
I ritenuti degni della risurrezione dai morti, non possono più morire.
Luca 20,34 E Gesù, rispondendo, disse loro: »I figli di questa età
si sposano e si maritano 20,35 ma coloro che sono ritenuti degni di ottenere l’altra età e la
risurrezione dei morti, non si sposano né si maritano; 20,36 essi infatti non possono più
morire, perché sono come gli angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione. Luca
20,34-36;
Ma questo corpo di risurrezione non è solo immortale, è anche invisibile. In Giov
3,8 possiamo vedere che tutti coloro che sono nati dallo Spirito, sono appena visibili per l'uomo
mortale. Come accennato in precedenza, tale situazione avverrà solo nel millennio, dove i martiri,
rinati nella Prima Risurrezione, regneranno con Cristo. Essi sono tutti rinati-da-spirito, mentre
nessun'altra delle persone che in quel tempo vivono su questa terra, è nata di nuovo.
Viene e va dove vuole, così è per chiunque è nato dallo Spirito.
Giov 3,8 Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il suono, ma non sai da
dove viene né dove va, così è per chiunque è nato dallo Spirito. Giov 3, 8;
Questo indica che il corpo spirituale si muove invisibile nello spazio (e nel
tempo?). Una conferma di questo, la troviamo anche nei seguenti capitoli:
Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero; ma egli scomparve dai loro occhi.
Luca 24,30 E, come si trovava a tavola con loro prese il pane, lo
benedisse e, dopo averlo spezzato, lo distribuì loro. 24,31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo
riconobbero; ma egli scomparve dai loro occhi. Luca 24,30-31;
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso si rese presente in mezzo a loro.
Luca 24,36 Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso
si rese presente in mezzo a loro e disse loro: »Pace a voi!«. 24,37 Ma essi, terrorizzati e
pieni di paura, pensavano di vedere uno spirito. Luca 24,36-37;
Gesù venne a porte serrate, si presentò in mezzo a loro.
Giov 20,26 Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e
Tommaso era con loro. Gesù venne a porte serrate, si presentò in mezzo a loro e disse:
»Pace a voi!«. Giov 20,26;
Tuttavia, che il risuscitato può presentare questo suo corpo spirituale anche in
forma umano-corporea (carne e ossa), viene illustrato qui di seguito, quando il Signore Gesù appare
tra i suoi discepoli in Luca 24,39-43.
(Vedi anche discorso 97: "Risveglio dai morti e
Resurrezione - La realtà di un'altra dimensione" [non ancora disponibile in italiano. leggi
in tedesco leggi in inglese])
Come accennato in precedenza, la dichiarazione in Giov 3,3: "Se uno non nasce
da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio", può indurre alcuni a credere che
solo quelli risuscitati, che entrano nel regno di Dio, quindi chi si trova scritto nel libro della
vita, ricevano un corpo spirituale immortale. Gli increduli, si sostiene, non parteciperebbero a
nessuna risurrezione e in ogni caso non riceveranno nessun corpo spirituale immortale.
A questo proposito si deve tener conto del contesto in Giov 3,3, dove il Signore Gesù ha voluto
rendere chiaro a Nicodemo che ci sarà una rinascita - appunto alla risurrezione - dopo la morte
biologica. Tuttavia questa rinascita non è una ricompensa per i credenti. Anche questa sarà data.
Ma qui, la risurrezione è una legge nella dimensione spirituale, ugualmente valida per tutte le
persone - siano credenti o non credenti. Lo conferma in modo particolare Mat 19,28, dove il Signore
parla della nuova nascita e del fatto che egli e i suoi dodici apostoli saranno seduti a giudizio. E
gli apostoli giudicheranno le dodici tribù d'Israele, cioè tutti i discendenti dei figli di
Giacobbe, da allora fino ad oggi e da oggi fino alla nuova nascita nella Risurrezione Generale. Tra
di loro ci saranno senza dubbio, non solo molti credenti e servi di Dio, ma anche molti empi e
idolatri. Di conseguenza, la nuova nascita è un avvenimento dovuto nel sistema nella creazione, e
riguarda ogni individuo.
Ipotizzando che tutte le persone arrivano alla risurrezione a una nuova nascita, si pongono due
legittime domande. Da una parte, la questione dello status degli empi dopo la loro risurrezione,
questa problematica sarà evidenziata più sotto. D'altra parte - in senso opposto -, la questione
che riguarda la coerenza della logica conclusione: senza concepimento, niente nascita. Per poter gli
empi partecipare alla nuova nascita, deve anche per essi essere avvenuta come detto sopra una
fecondazione spirituale. Può un empio essere rifecondato dallo Spirito di Dio? Naturalmente ciò è
impossibile! Ma allora come si spiega?
La sequenza logica è la seguente: se avviene una rinascita, deve esserci stata una rifecondazione.
Questa rifecondazione deve essere avvenuta per mezzo dello Spirito, perché tutti gli uomini devono
rinascere tramite "l'acqua e lo spirito". Il fattore distintivo è però lo spirito.
Mentre i figli di Dio sono rifecondati per mezzo dello Spirito di Dio, lo spirito che rifeconda gli
impenitenti e gli empi è lo spirito del maligno, lo spirito satanico dell'Anticristo e
dell'empietà.
La distinzione tra queste due linee di discendenza e la separazione degli empi dai giusti avverrà
nel Giudizio, quando i figli di Dio, entreranno nel regno di Dio, nella vita eterna e i figli del
maligno, gli empi dovranno soffrire la seconda morte e saranno dati nella dannazione.
La parte per gli increduli sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda.
Apoc 21,8 Ma per i codardi, gli increduli, gli immondi, gli
omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello
stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda«. Apoc 21, 8
L'affermazione che gli infedeli devono subire la seconda morte, conferma che
sono nati una seconda volta, altrimenti non potrebbero morire una seconda volta.
Allo stesso modo, dice Paolo in 1Cor 15,50:
Carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio.
1Cor 15,50 Or questo dico, fratelli, che la carne e il sangue non
possono ereditare il regno di Dio; similmente la corruzione non eredita l’incorruttibilità.
1Cor 15,50;
Anche egli si riferisce soprattutto ai credenti. Tuttavia, è chiaro: anche carne e
sangue non erediteranno la dannazione. E, infine, riconosciamo questo nesso anche in Giovanni
nell'Apocalisse.
Apoc 20,5 Ma il resto dei morti non tornò in vita finché furono
compiuti i mille anni. Questa è la prima risurrezione. Apoc 20, 5;
Egli parla qui dei morti che rimangono nel regno dei morti, alla Prima Risurrezione,
quindi i credenti e i non credenti. E dice che tutti questi, quindi anche i non credenti, dopo i
mille anni ritorneranno in vita.
Anche gli empi quindi devono passare per la risurrezione. Devono rinascere, tornare in vita, per
essere subito dopo condannati e dannati in eterno.
E' così che dobbiamo capire Giov 3,3: la premessa di base affinché una persona possa entrare nel
regno di Dio, è prima di tutto, che nella risurrezione, sia "nato di nuovo", quindi,
riceva un corpo spirituale. La seconda condizione e ben più decisiva, è tuttavia, che sia scritto
nel libro della vita. E solo allora avviene la distinzione tra credenti e empi, e non prima.
Ciò è confermato dal fatto che il giusto e l’empio staranno allo stesso tempo,
davanti al Signore in giudizio.
Egli separerà gli uni dagli altri come il pastore separa le pecore dai capri.
Mat 25,31 »Ora, quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua
gloria con tutti gli angeli, allora si siederà sul trono della sua gloria. 25,32 E tutte le
genti saranno radunate davanti a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore
separa le pecore dai capri. 25,33 E metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Mat 25,31-33;
Il seme buono sono i figli del regno, la zizzania sono i figli del maligno.
Mat 13,36 Allora Gesù, licenziate le folle, se ne ritornò a casa e i
suoi discepoli gli si accostarono, dicendo: »Spiegaci la parabola della zizzania nel campo«. 13,37
Ed egli, rispondendo disse loro: »Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo.
13,38 Il campo è il mondo, il buon seme sono i figli del regno, e la zizzania sono i figli del
maligno, 13,39 e il nemico che l’ha seminata è il diavolo, mentre la mietitura è la fine del
mondo, e i mietitori sono gli angeli. 13,40 Come dunque si raccoglie la zizzania e si
brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
13,41 Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, ed essi raccoglieranno dal suo regno
tutti gli scandali e gli operatori d’iniquità, 13,42 e li getteranno nella fornace del
fuoco. Lì sarà pianto e stridor di denti. 13,43 Allora i giusti risplenderanno come Il sole nel
regno del Padre loro. Chi ha orecchi da udire, oda!«. Mat 13,36-43;
Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano, invece, riponetelo nel mio granaio..
Mat 13,24 Egli propose loro un’altra parabola dicendo: »Il regno dei
cieli è simile a un uomo, che seminò buon seme nel suo campo. 13,25 Ma, mentre gli uomini
dormivano, venne il suo nemico e seminò della zizzania in mezzo al grano, e se ne andò. 13,26
Quando poi il grano germogliò e mise frutto, apparve anche la zizzania. 13,27 E i servi del padrone
di casa vennero a lui e gli dissero: »Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Come mai,
dunque, c’è della zizzania?«. 13,28 Ed egli disse loro: »un nemico ha fatto questo«. Allora i
servi gli dissero: »Vuoi dunque che andiamo e la estirpiamo?«
13,29 Ma egli disse: »No, per timore che estirpando la zizzania, non sradichiate insieme ad essa
anche il grano.
13,30 Lasciate che crescano entrambi insieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura io
dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il
grano, invece, riponetelo nel mio granaio«. Mat 13,24-30;
Come più sopra abbiamo individuato la parola di Dio come il buon seme, impariamo in
Mat 13,24-30 che anche il maligno ha seminato il suo seme. Non si tratta di chicchi di grano più o
meno soffocati o malandati, di cui si parla. E 'chiaramente e senza dubbio zizzania. Ce ne
accorgiamo già quando cresce. Ma il Signore dice: "Lasciate che crescano insieme fino alla
mietitura". Così qui vediamo che la separazione dei giusti dagli empi avviene dopo la
risurrezione, durante la "raccolta", dopo che tutti sono rinati.
Il fatto che gli increduli riceveranno un corpo immortale, è anche la logica conseguenza della ben
conosciuta affermazione, che gli empi saranno gettati nella dannazione eterna. Se non avessero un
corpo spirituale, non sarebbero immortali, e non potrebbero quindi subire un’eterna punizione nel
lago di fuoco, come indica il testo che segue in 2Tes 1,6-10.
Coloro che non conoscono Dio saranno puniti con eterno marcire.
2Tes 1,6 poiché è cosa giusta, da parte di Dio rendere afflizione a
coloro che vi affliggono, 1,7 e a voi, che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Gesù
Cristo apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, 1,8 in un fuoco fiammeggiante, per
far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono all’evangelo del
Signor nostro Gesù Cristo. 1,9 Questi saranno puniti con eterno marcire, lontani dalla
faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza, 1,10 quando egli verrà, in quel giorno,
per essere glorificato nei suoi santi, per essere ammirato in mezzo a quelli che hanno creduto,
poiché la nostra testimonianza presso di voi è stata creduta. 2Tes 1, 6-10;
Un altro dettaglio dalla dichiarazione in Giov 3,5 "Se un uomo non è nato
d'acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio" è la meno conosciuta, perché troppo
poco ripensata "reciprocità" della conseguenza che le persone che non sono passate
attraverso la prima nascita, cioè la naturale, carnale ("da acqua"), non ricevono la
rinascita e quindi non possono entrare nel regno di Dio. La responsabilità di chi acconsente
all'aborto risalta qui molto chiara!
Le indicazioni più dettagliate circa la natura e le caratteristiche del corpo della
risurrezione, tuttavia, le otteniamo nelle descrizioni sulla risurrezione del Signore. Non a caso,
ma perché questo evento, - contrariamente alla prima risurrezione - è già avvenuto, e tutte le
dichiarazioni ci pervengono da testimoni di quel tempo.
Non toccarmi! Io non sono ancora asceso al Padre.
Giov 20,11 Ma Maria era rimasta fuori del sepolcro a piangere. E,
mentre piangeva, si chinò dentro il sepolcro, 20,12 e vide due angeli, vestiti di bianco, che
sedevano l’uno al capo e l’altro ai piedi del luogo, dove era stato posto il corpo di Gesù.
20,13 Essi le dissero: »Donna, perché piangi?«. Ella rispose loro: »Perché hanno portato via il
mio Signore, e io non so dove l’abbiano posto«.
20,14 Detto questo, ella si volse indietro e vide Gesù, che stava lì in piedi, ma ella non
sapeva che fosse Gesù. 20,15 Gesù le disse: »Donna, perché piangi? Chi cerchi?«. Lei,
pensando che fosse l’ortolano, gli disse »Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai
posto e io lo prenderò«. 20,16 Gesù le disse: »Maria!«. Ed ella allora, voltandosi, gli disse:
»Rabboni!« che significa: Maestro.
20,17 Gesù le disse: »Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’
dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro«.
20,18 Allora Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che lui
le aveva detto queste cose. Giov 20,11-18;
(Vedi anche discorso 87: "La Sindone di Torino."
[non ancora disponibile in italiano. leggi in tedesco / leggi
in inglese])
Il perché, proprio questo avvenimento viene descritto nel Vangelo di Giovanni, ha
un motivo particolare. Questa è la descrizione del primissimo incontro di una persona - di Maria di
Magdala - con il Signore appena risvegliato. E questa descrizione è accuratamente da distinguere
dagli altri racconti, quando il Signore in seguito, è apparso ad altre persone. Si può notare che
il Signore Gesù appena dopo il suo risvelio dai morti, era molto attento a non entrare in contatto
fisico con gli esseri umani. A Maria disse: "Non mi toccare! Perché non sono ancora salito al
Padre". Sembra come se il corpo del Signore appena dopo il risveglio dai morti in quel momento
non fosse ancora attrezzato con le sue piene capacità. Se ipotizziamo che questa necessità di
ascendere al cielo subito dopo essere stato risvegliato dai morti, abbia validità anche per altri
risvegliati, troviamo una ragione per la quale, i tanti santi che furono risvegliati alla morte del
Signore (Mat 27,50-54), non abbiamo lasciato alcuna impressione particolare nella popolazione di
Gerusalemme. Semplicemente perché la loro presenza è stata molto corta. Sono potuti apparire solo
brevemente e poi sono spariti. E probabilmente la maggior parte di coloro che li avevano visti,
hanno pensato di vedere dei fantasmi.
Saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria.
1Tes 4,16 perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di
arcangelo con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo
risusciteranno per primi;
4,17 poi noi viventi, che saremo rimasti saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per
incontrare il Signore nell’aria; così saremo sempre col Signore. 1Tes 4,16-17;
Inoltre, anche questa profezia di Paolo in 1Tes 4,16-17, che parla del rapimento,
indica che sia i risvegliati, sia anche i "viventi rivestiti", vengono subito rapiti verso
il Signore nel cielo.
A differenza di Giov 20,17, dove il Signore mette in guardia Maria: "Non mi
toccare! Perché non sono ancora salito al Padre", qui in Luca 24,36-43, - quando, dopo il suo
risveglio dai morti, era asceso al Padre nei cieli, e poi, nella sua risurrezione, ritornò sulla
terra per incontrare i discepoli -, non aveva più alcuna perplessità di essere toccato dai
discepoli. Al contrario, mostrò loro che il suo corpo era di carne e ossa e ha anche mangiato pesce
e bevuto qualcosa, per dissolvere la paura dei discepoli che egli potesse essere uno spirito.
Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa.
Luca 24,36 Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso si
rese presente in mezzo a loro e disse loro: »Pace a voi!«. 24,37 Ma essi, terrorizzati e pieni di
paura, pensavano di vedere uno spirito. 24,38 Allora egli disse loro: »Perché siete turbati? E
perché nei vostri cuori sorgono dei dubbi?
24,39 Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono io. Toccatemi e guardate, perché uno
spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io«. 24,40 E, detto questo, mostrò loro le
mani e i piedi.
24,41 Ma poiché essi non credevano ancora per la gioia ed erano pieni di meraviglia, egli disse
loro: »Avete qui qualcosa da mangiare?«. 24,42 Ed essi gli diedero un pezzo di pesce arrostito e
un favo di miele. 24,43 Ed egli li prese e mangiò in loro presenza. Luca 24,36-43;
Stendi anche la mano e mettila nel mio costato.
Giov 20,26 Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e
Tommaso era con loro. Gesù venne a porte serrate, si presentò in mezzo a loro e disse: »Pace a
voi!«. 20,27 Poi disse a Tommaso: »Metti qua il dito e guarda le mie mani, stendi anche la mano
e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente«. Giov 20,26-27;
Queste coincidenze ci suggeriscono che il corpo della risurrezione di Cristo nella
sua condizione fisica aveva avuto un certo grado di versatilità e che poteva sia essere invisibile,
come anche avere "carne e ossa". Ma anche il cambiamento della forma di questo corpo
spirituale del Signore ci è trasmesso in Marco 16,9-12:
Dopo queste cose, apparve in altra forma a due di loro, che erano in cammino.
Mar 16,9 Ora Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno
della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni.
16,10 Ed ella andò e l’annunciò a quelli che erano stati con lui, i quali erano afflitti e
piangevano. 16,11 Ma essi, sentendo dire che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
16,12 Dopo queste cose, apparve in altra forma a due di loro, che erano in cammino verso la
campagna. Mar 16, 9-12;
Luca 24,15 Or avvenne che, mentre parlavano e discorrevano insieme,
Gesù stesso si accostò e si mise a camminare con loro. 24,16 Ma i loro occhi erano impediti dal
riconoscerlo. Luca 24,15-16;
Se l'assunzione di cibo materiale in questo stato d'essere sia necessario, è
difficile dirlo. Ma noi sappiamo dalla testimonianza del Signore, che mangiare e bere, fa’ parte
della vita dei nati di nuovo nel millennio. Egli aveva predetto che non avrebbe più bevuto
"dal frutto della vite", dalla sua risurrezione, fino al suo ritorno. Ma poi, nel
millennio, mangerà e berrà nuovamente insieme ai suoi discepoli.
Dal frutto della vigna, ne berrò di nuovo nel regno del Padre mio.
Mat 26,29 Ed io vi dico, che da ora in poi io non berrò più di questo
frutto della vigna fino a quel giorno in cui io lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio«.
Mat 26,29;
Luca 22,17 Poi prese il calice, rese grazie e disse: »Prendete questo
e dividetelo fra di voi, 22,18 perché io vi dico che non berrò più del frutto della vigna,
finché il regno di Dio sia venuto«. Luca 22,17-18;
Se poniamo come principio, che tutti i fenomeni che si sono verificati alla
risurrezione del Signore, non sono eventi isolati, bensì procedure immanenti del sistema valido in
quell'altra dimensione, e quindi proprietà intrinseche e valide per qualsiasi risurrezione dai
morti, si possono trarre ulteriori conclusioni. Considerando il fatto, che Paolo nel capitolo 15
della sua prima epistola ai Corinzi, dove si parla della risurrezione dei morti, per ben 15 volte
dice "risvegliato dai morti" e non "risuscitato", (Lutero purtroppo, ha spesso
tradotto "risuscitare") e confrontiamo il testo di Apoc 20,4-6, dove si parla
espressamente dalla Prima Risurrezione, e che le anime lì, sono state rivivificate, ci permette di
concludere che si è trattato degli "risveglio" dai morti - come
avvenne per il Signore in Giov 20,17 -, nel secondo caso però, si tratta della "risurrezione",
come avvenne per Gesù al suo ritorno dal Padre in Giov 20.27. Di conseguenza, il processo a
tutt'oggi definito come "risurrezione", si suddivide in due fasi:
1. I morti sono risvegliati dal regno dei morti e il loro rapimento nel cielo.
2. La risurrezione delle anime dal cielo e il loro "ritornare in vita"
con il corpo fisico-spirituale sulla Terra.
Dal racconto in Giov 20,26-27, o in Luca 24,36-43 quando il Signore, ritornò dai
discepoli, poteva muoversi sia attraversando la materia, come anche mostrare un corpo completamente
fisico (carne e ossa), si può concludere che tutti i risuscitati, come coloro che regneranno con il
Signore nel millennio (Apoc 20,6), avranno tali organismi e potranno quindi essere in cielo con il
Padre, così come anche sulla terra fra gli uomini nel regno millenario per adempiere i loro doveri.
Ma Dio lo ha risvegliato il terzo giorno.
Atti 10,40 Ma Dio lo ha risvegliato il terzo giorno e ha
fatto sì ch'egli si manifestasse, 10,41 non a tutto il popolo, ma ai testimoni ch’erano
prima stati scelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui
dopo che è risuscitato dai morti. Atti 10,40-41;
(Vedi anche capitolo 12: "La Risurrezione".
[non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi
in inglese])
Noi siamo figli di Dio, quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui.
1Gio 3,2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora
stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo
simili a lui, perché lo vedremo come egli è. 1Gio 3, 2;
Quando Cristo apparirà, allora anche voi apparirete con lui.
Col 3,1 Se dunque siete risvegliati con Cristo, cercate le cose di
lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 3,2 Abbiate in mente le cose di lassù, non quelle
che sono sulla terra, 3,3 perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio.
3,4 Quando Cristo che è la nostra vita apparirà, allora anche voi apparirete con
lui in gloria. Col 3, 1- 4;
Infine, abbiamo anche la promessa del Signore, in Luca 22,28-30:
Affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno.
Luca 22,28 Or voi siete quelli che siete rimasti con me nelle mie
prove. 22,29 Ed io vi assegno il regno, come il Padre mio lo ha assegnato a me, 22,30 affinché
mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno e sediate su troni per giudicare le dodici tribù d’Israele.
Luca 22,28-30;
Qui il Signore promette ai discepoli che darà a loro, il regno. Cioè, parla della
vocazione dei discepoli dopo la loro risurrezione. E dice loro che regneranno con lui nel suo regno
di pace, ma anche che potranno sedersi alla sua tavola e mangiare e bere. Come vediamo, anche in
questo il risuscitato nella nuova vita sarà uguale al suo Signore, cioè che siederà al tavolo,
dopo la sua risurrezione, nel regno millenario, con il suo corpo spirituale, insieme al suo Signore,
per mangiare e bere Ma anche qui - proprio come in Luca 24,42-43 per il Signore -, è difficile dire
se tale assunzione di cibo alla mensa del Signore sia una necessità di vita per i discepoli, o se
questo è solo un atto di riverenza.
Quindi, riassumendo, possiamo individuare le seguenti caratteristiche del corpo della risurrezione:
- Al suo risveglio dai morti l'uomo riceve un corpo spirituale
immortale - Appena dopo il risveglio dai morti, nessun mortale deve
toccare il corpo spirituale. - Il risvegliato dai morti deve prima apparire con il suo corpo
spirituale davanti a Dio in cielo - Là riceve il suo giudizio e la sua ricompensa. - Quei risvegliati dai morti, cui è dato, saranno poi, in una
seconda fase risuscitati. - In questa risurrezione ritornano "in vita". - Il loro corpo spirituale è quindi invisibile ai mortali,
può però materializzarsi. - Il risuscitato può muoversi attraverso la materia solida. - Egli è spirito, ma può apparire anche fisicamente, in
"carne e ossa". - Nella condizione fisica può mangiare e bere e cambiare la
sua forma. - Sarà asessuato e quindi uguale agli angeli. |